Combattere il dolore cronico



Il dolore cronico è una situazione clinica molto frequente nella popolazione mondiale ed estremamente invalidante per chi ne soffre.
Esso viene descritto come un dolore persistente oltre i normali tempi di guarigione, perdendo così il suo ruolo protettivo e adattivo e divenendo una vera e propria patologia.
In particolare lo stress e le situazioni contingenti dovute al manifestarsi del dolore cronico possono incidere significativamente sulle relazioni, la qualità della vita, il lavoro ed in generale sul funzionamento psicofisico individuale.
In alcuni casi neanche il trattamento farmacologico rappresenta una terapia efficace, proprio perché non riesce ad alleviare i sintomi dolorosi.

Le persone che convivono con il dolore cronico sperimentano spesso altre situazioni di disagio come ansia e depressione che vanno ad aggiungersi al fastidioso disturbo che le accompagna in ogni aspetto della loro vita.

Prima di tutto è opportuno illustrare cosa sia il dolore e quali meccanismi sono alla base della percezione dolorifica. Secondo una delle teorie scientifiche più affermate, cioè la Gate Control Theory di Melzack e Wall, la percezione del dolore è il frutto di un fenomeno complesso e multidimensionale nel quale interagiscono tre dimensioni:

1) Dimensione sensoriale-discriminativa.
2) Dimensione cognitivo-valutativa.
3) Dimensione affettivo-motivazionale.

Quindi secondo la Teoria del Cancello, oltre al danno tissutale, il dolore è una esperienza che comprende l’insieme delle elaborazioni e valutazioni individuali, le emozioni e le sfumature comportamentali strettamente legate alla persona che ha subito la lesione, il trauma o l'ustione.

Quello che è importante precisare è che la sensazione dolorifica non è però solamente nella testa della persona che soffre di dolore cronico, o almeno questo non può essere affermato prima di aver escluso tutti le possibili cause fisiche e organiche.

Ma allora cosa è possibile fare contro il dolore cronico?

Possiamo imparare a gestirlo, a fare in modo che questa condizione non prenda il controllo della nostra vita e non ci impedisca di vivere una vita soddisfacente. Le recenti ricerche sul dolore hanno dimostrato, infatti, che la valenza delle nostre emozioni e dei nostri pensieri possono diminuire o aumentare la sensazione dolorifica.

Certo imparare a gestire il dolore e l’irritabilità che lo accompagna, non è facile come schioccare le dita, richiede un certo grado di pratica e di costanza, oltre alla voglia e alla motivazione di ridurre/sconfiggere il dolore.

Puntando il nostro obiettivo sulle componenti psichiche e affettive della percezione dolorifica, possiamo avvalerci di strategie comportamentali e cognitive che agiscano sulla comunicazione nervosa dello stimolo nocicettivo a livello cerebrale, riducendone la sensazione di dolore.

Tra le strategie maggiormente efficaci nella riduzione/gestione del dolore cronico troviamo l’Ipnosi, le tecniche di rilassamento e il Neurofeedback che attraverso l’interazione mente-corpo, possono alleviare la sensazione di dolore e permettere alle persone di acquisire strumenti individuali per migliorare la gestione dello stesso.