Neurofeedback nel Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività



Il Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività (ADHD) è la sindrome più comune dell’età evolutiva, con un’incidenza di circa il 5% nell’età compresa tra 6 e 18 anni, prevalentemente nei maschi. Questo disturbo dell’autocontrollo è caratterizzato da impulsività, iperattività e difficoltà di concentrazione e, quando persiste nell’adolescenza e nell’età adulta, trascina con sé una serie di problematiche come scarso profitto scolastico, ristretta socializzazione e aumento degli incidenti stradali.
È importante sapere che questo disordine dello sviluppo non dipende da un ritardo mentale e non è il prodotto di un’inadeguata educazione genitoriale, ma non deve neppure essere sottovalutato come una fase di crescita del bambino. Infatti, individuare precocemente i segni e i sintomi di questa patologia, è il passo fondamentale per poterne ridurre la gravità e restituire serenità ai bambini che spesso hanno difficoltà di relazione con i genitori, gli insegnanti e i loro pari. Spesso questo disturbo viene trattato con la terapia farmacologica che ha diversi effetti collaterali sulla crescita e lo sviluppo, sul ciclo del sonno e sulla regolazione alimentare. Inoltre molti bambini non rispondono con successo ai farmaci e la ricaduta, una volta interrotto il trattamento, è abbastanza frequente.
La linea d’intervento più efficace prevede, ad oggi, un approccio multimodale (psico-farmacologico) con la messa a punto di specifici programmi educativi e interventi terapeutici.
Il Neurofeedback è valido approccio in alternativa all’intervento farmacologico, ampiamente previsto in numerosi paesi stranieri, e recentemente inserito dall’American Academy of Pediatrics, al livello 1° come migliore opzione di supporto nel trattamento dell’ADHD.
Il training di Neurofeedback, infatti, è finalizzato alla diminuzione dell’impulsività/iperattività, all’aumento della stabilità dell’umore, al miglioramento del sonno, all’aumento dell’attenzione e della concentrazione, nonché al miglioramento delle prestazioni a scuola.

Il profilo EEG maggiormente riscontrato nella sindrome da Deficit dell’Attenzione e Iperattività, è caratterizzato da un’eccessiva produzione di onde lente specialmente nelle regioni frontali, che rendono difficile controllare il comportamento, l’attenzione e le emozioni. Inoltre nell’ADHD si riscontrano anche, una ridotta presenza di onde beta e di uno specifico ritmo cerebrale chiamato sensomotorio (SMR; 12-15 Hz), che interferisce con il controllo motorio/esecutivo.
Il protocollo del Neurofeedback per i bambini prevede l’utilizzo di animazioni e videogiochi in modo da coinvolgerli direttamente e da offrire un aspetto ludico al trattamento. Attraverso il controllo del videogioco, quindi, il bambino imparerà a mantenere un livello di attenzione appropriato e un controllo degli impulsi, migliorando le proprie capacità di autoregolazione.

L’intervento del Neurofeedback totalmente indolore e senza effetti collaterali rispetto a quello farmacologico, rappresenta quindi un metodo promettente per ridurre la sintomatologia nell’ADHD permettendo ai bambini di riconquistare gli aspetti positivi della propria unicità.